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In continua crescita l’interesse degli italiani per la Cannabis terapeutica


Su mille soggetti residenti in Italia è emerso come ben il 66% di questi ritenga la Cannabis utile per diverse patologie. “Cannabis terapeutica: percezione ed effetti in Italia”, questa l’analisi condotta da BEM Research (Big data Economics web Marketing) ed Eusphera per tastare il polso della situazione e mettere in evidenza la realtà del nostro Paese. Emerge sempre più potente l’interesse degli italiani per la Cannabis terapeutica. Abruzzo e Sicilia, seguite da Veneto e Lombardia, queste le regioni dove si trovano gli italiani più interessati e che hanno fatto maggiori ricerche sull’argomento. La Calabria, rispetto al quinquennio precedente, ha fatto registrare l’aumento più alto di attenzione sulla Cannabis medico-terapeutica. Lo studio si è sviluppato intorno a tre cardini di analisi: - chi è il consumatore tipo della cannabis terapeutica in Italia; - quale percezione c’è nel nostro Paese sugli effetti psico-fisici del trattamento; - qual è l’impatto sull’economia italiana dell’utilizzo della cannabis terapeutica.

Cresce molto l’interesse degli italiani per la Cannabis terapeutica: i dati rilevati

Riassumendo alcuni dati principali, secondo quel 66 per cento di italiani che ritengono utile la Cannabis medica, questa è risolutiva per stati d’ansia e depressione, ma anche per malattie più gravi. Mediamente per ogni utilizzatore di cannabis medica si può stimare un miglioramento nel benessere fisico/psichico di 1-2 ore lavorative a settimana. L’impatto complessivo sull’economia italiana derivante dai benefici connessi all’utilizzo della cannabis terapeutica, è stimato tra i 4,6 e i 9,4 miliardi di euro su base annua. BEM Research ed Eusphera sottolineano come “guardando alle tendenze di ricerca su Google.it di termini connessi con ‘cannabis medica’, ad esempio cannabis uso terapeutico, marijuana terapeutica, cannabis curativa, erba medica, canapa, ecc., si osserva una forte crescita delle ricerche degli utenti in tutta Europa nel periodo compreso tra il 2011 e il terzo trimestre del 2018”. 

“L’Italia è il paese che ha visto crescere in modo più intenso l’interesse degli internauti – proseguono gli analisti – soprattutto a partire dal 2014, quando è iniziato il dibattito interno sulla possibilità di legalizzare l’uso per finalità terapeutiche. Francia, Germania e Spagna hanno visto aumentare l’interesse verso la cannabis medica, ma con un’intensità di circa la metà rispetto a quella italiana”. Forte interesse sul tema nelle tre aree geografiche italiane, Nord, Centro e Sud d’Italia: c’è un diffuso aumento di attenzione sulla cannabis terapeutica. 

Una differenziazione del comportamento regionale risalta durante il terzo trimestre 2018, quando la frequenza di ricerche è maggiore nel Centro, seguito dal nord e in ultimo il Meridione. La ricerca ha messo in evidenza il comportamento degli italiani suddividendolo anche regione per regione: “In termini dinamici, le regioni che hanno evidenziato ad ottobre 2018 la maggiore crescita su base annua nella frequenza di ricerche sul tema cannabis medica sono Abruzzo e Sicilia, seguite da Veneto e Lombardia. Rispetto a cinque anni prima è invece la Calabria ad evidenziare l’aumento più alto in termini di tendenza di ricerche”. 

L’interesse degli italiani per la Cannabis terapeutica: indagine demoscopica su percezione e utilizzo della pianta

Il sondaggio BEM Research – Eusphera effettuato grazie a un’indagine demoscopica tramite Google Consumer Surveys, è stato portato avanti tra il 7 e l’8 novembre 2018 su un campione di 1.000 utenti. Le risposte degli intervistati e l’interesse degli italiani per la Cannabis terapeutica

Le risposte sono state eloquenti nel dare il quadro concettuale degli intervistati. Il 66% di coloro che hanno risposto ritiene che l’utilizzo della cannabis comporti dei benefici. Solo un terzo circa degli intervistati non ritiene invece che la canapa abbia effetti benefici o non si è formato un’opinione al riguardo. 

Secondo gli intervistati, il vantaggio più grande offerto dalla canapa medica riguarda la riduzione di ansia, stress e depressione (37%). Secondo in classifica, l’aiuto per la cura delle malattie gravi (20%) seguito da altri benefici non specificati (8%) e, in piccola percentuale, dal contrasto nella formazione delle rughe (1%). Analizzando il genere e l’identità di coloro che hanno voluto partecipare al sondaggio, è venuto fuori che sono di più gli uomini (68%) ad avere fiducia nelle capacità medico-terapeutiche della Cannabis. Appena meno fiduciose le donne (64%). Come sottolineano BEM Research ed Eusphera, sono più convinti e fiduciosi i soggetti con età compresa tra 18 e 24 anni (83%). Dopo di loro quelli con età compresa tra i 25 e i 34 anni (79%) e tra i 35 e i 44 anni (65%). Ci credono meno, a di sotto della media generale, le persone con età compresa tra 45 e 54 anni (57%), tra 55 e 64 anni (55%) e coloro che vanno dai 65 anni un su (52%). Crede di più alle capacità terapeutiche e mediche della Cannabis la gente del Sud (71%) anche se non è molto lontana la popolazione del Centro (65%) e quella del Nord (64%). 

Stabilito come va dalle isole alle Alpi, ecco il dettaglio per regione. Riassumendo i risultati maggiori sulla fiducia nell’utilizzo della Cannabis terapeutica (nella tabella BEM Research-Eusphera sta il quadro completo), in ordine decrescente si vede per prima la Sardegna (79,8%), poi l’Abruzzo (74,9%), la Puglia a pari merito con la Basilicata (74,7%), la Liguria (73,5%) e il Friuli-Venezia Giulia (70,3%). In quali regioni si crede di meno alle proprietà terapeutiche della Cannabis?

 In Trentino-Alto Adige (42,6%), Toscana (57,7%) e Piemonte allo stesso livello della Valle d’Aosta (59,3%).

Si notano differenze sulla percezione dei vantaggi che derivano dalla cannabis medicatra tra chi lavora e chi è disoccupato? No, in questa stratificazione non sono state registrate diversità sostanziali. Alcuni punti percentuali di differenza si notano in base alla posizione nel mercato del lavoro: dirigenti e imprenditori sono quelli che hanno il livello più alto di fiducia sulla canapa terapeutica (72%). Seguono i disoccupati (71%) e altri autonomi (70%). Appena più distanziati, ma in fondo alla classifica, i medici (68%), gli operai (66%) e gli impiegati (65%). Riguardo alle risposte sui trattamenti terapeutici alternativi più diffusi, prevale il ricorso alle erbe terapeutiche, categoria di cui fa parte anche la canapa, con il 18%, seguito a un solo punto percentuale dall’omeopatia (17%). A chiudere, parecchio lontane in classifica, altre tipologie di trattamento (7%) e agopuntura (1%). Fa ricorso ai trattamenti alternativi il 44% degli intervistati. Solo farmaci tradizionali per il panel maggioritario del 56%. Le erbe terapeutiche sono più utilizzate dalle donne (circa quattro punti percentuali in più rispetto agli uomini), da chi ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (24,4%), dai residenti al Sud (23,3%), da chi ha un titolo di studio medio alto (19,3 per chi ha la licenza media superiore, 18,9% per chi ha laurea o titolo superiore), dai medici (24,9%) e da chi ha un reddito netto mensile compreso tra i 500 e 1.500 euro (24,4%). 

Come sottolineato dalo studio BEM Research-Eusphera, “circa il 40% degli intervistati tra quelli che si stimano utilizzare la cannabis terapeutica come principale trattamento alternativo ai farmaci tradizionali ha indicato un miglioramento del benessere fisico/psichico nell’arco di una settimana compreso tra i 60 e 120 minuti. Elevata è anche la quota di chi ha risposto tra le 3 e le 5 ore settimanali (39%), mentre sono l’11% coloro che hanno risposto tra 6 e 10 ore e 9% chi ha segnalato un effetto benefico superiore a 10 ore”. “Si può stimare tra 5 e 10 milioni circa le ore di lavoro risparmiate dagli occupati grazie all’effetto benefico percepito a fronte dell’utilizzo di cannabis medica – quantifica la relazione sul sondaggio – L’uso della canapa per finalità terapeutiche ha infatti evitato la richiesta di un periodo di malattia, o comunque ha migliorato la capacità produttiva. Mediamente per ogni utilizzatore di cannabis medica si può stimare un miglioramento nel benessere fisico/psichico tra i 60 e 120 minuti lavorativi a settimana”. “L’impatto complessivo sull’economia italiana derivante dai benefici connessi con l’utilizzo della cannabis terapeutica è stimabile tra i 4,6 e i 9,4 miliardi di euro su base annua – ipotizza lo studio – Considerando il bacino di potenziali utilizzatori di canapa medica, ovvero quei soggetti che nel questionario hanno risposto di non curarsi esclusivamente con farmaci tradizionali e di ritenere che la cannabis terapeutica apporti dei benefici, la stima sale tra gli 11,1 e 22,6 miliardi di euro”. 

FONTE: Canapaoggi.it


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