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La villa nella provincia di Brescia fatta di canapa: così si dice addio a umidità e caldo


A osservarla da fuori non si nota niente di strano. All’interno, la casa di Mauro e Sara è bella, spaziosa, luminosa. Solida, certo, ma anche ben protetta per l’inverno e isolata alla perfezione contro il caldo insopportabile dell’estate. Nella Pianura Padana l’umidità non concede quasi mai tregua e la villetta di Mauro e Sara sembra la migliore soluzione abitativa possibile, dopo tanti tentativi non perfettamente riusciti. 

Questa bella casa circondata dal verde di Chiari, in un angolo fertile della provincia di Brescia, è il simbolo perfetto della nuova frontiera bio dell’edilizia. Una costruzione fatta quasi a impatto zero e che dalla periferia lombarda contribuisce anche alla riduzione delle emissioni dannose. I muri sono tutti di canapa e oltre a migliorare la vita della famiglia il progetto è un primo passo verso la riduzione delle sostanze inquinanti, se è vero che il 50 per cento delle emissioni in atmosfera deriva dal settore delle costruzioni. Un esempio da copiare e da far conoscere. Questo, tra l’altro, è il giorno più adatto, perché proprio il 5 dicembre si celebra la giornata mondiale del suolo, voluta dalle Nazioni Unite. 

Lo scheletro della casa di Mauro e Sara è realizzato in acciaio e per innalzare le pareti, al posto dei soliti mattoni, è stato utilizzato un mix di canapa, calce e acqua. Tutto perfettamente ecocompatibile, dunque. «Quando parliamo di canapa - spiega l’esperto di bioedilizia, Paolo Ronchetti - intendiamo la canapa industriale, che rappresenta una serie di varietà legalmente coltivabili in tutta Europa, di fatto in quasi tutto il mondo, perché hanno un contenuto di principio attivo illegale Thc sotto lo 0,2%. Il vantaggio di questi pannelli è che sono riciclabili e che non devono essere smaltiti in discarica».  

FONTE: La Stampa


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