Cerca
  • Weeders Tivù

La polizia ha chiuso 12 growshop in tutta Italia, gestori indagati per istigazione all'uso di dr


Parliamo dell’operazione “Giardini segreti”. A seguito della denuncia di un pentito, le forze dell’ordine hanno oscurato il sito della società “Giardini e Segreti”, che si occupa della vendita di semi di cannabis, chiudendo oltre 12 negozi in tutta Italia. Ma il nostro Paese è pieno di negozi che vendono semi di cannabis “da collezione”; ed il mondo è pieno di siti internet che commercializzano questo genere di prodotti. Secondo Nicola Gratteri – procuratore di Catanzaro già noto per il suo fervore proibizionista – questa indagine dimostrerebbe le maglie troppo larghe della legge, che consente di aprire siti internet e negozi per la rivendita di semi di marijuana. Invece dimostra solo che esiste un florido mercato dei semi: in Italia sono oltre 10.000.000 i consumatori di cannabis. In merito alla storia della liceità della vendita dei semi, ricordiamo quell’operazione costata più di un milione di euro, che nel 2015 si concluse con l’assoluzione di tutti gli imputati. Per chi non lo sapesse, nel Novembre 2008, 70 titolari di Growshop d’Italia vennero perquisiti subendo sequestri e arresti, l’ultimo imputato assolto è stato Luca Marola (aprile 2015). Secondo la sentenza, la vendita di semi non può essere considerata un’istigazione all’uso o alla produzione di sostanze stupefacenti in base all’articolo 82 del dpr 309/90. Si ricerca ancora la soluzione nel vietare, mentre i numeri dovrebbero immediatamente far capire che nessuno può fermare il mercato della cannabis. Anche nei Paesi dov’è prevista la pena di morte per il reato di spaccio, si contrabbanda cannabis. Il motivo sta nella richiesta: la cannabis è la droga più usata sul pianeta. E’ così largamente diffusa, e le sue proprietà apprezzate, che si potrebbe usare come valuta, al pari dell’oro. In California, come ad Amsterdam, un grammo di marijuana di altissima qualità, ha un valore di 8/12 euro. Lo stesso in Australia, e in Italia. I consumatori di cannabis, nonostante si cerchi di dimostrare il contrario, non sono “pericolosi”. Però un danno lo creano: sovvenzionano le narcomafie. Negli ultimi anni, la campagna antiproibizionista ha spinto i consumatori a dedicarsi all’autoproduzione, piuttosto che comprare al mercato nero. Il fenomeno dell’autoproduzione è tanto diffuso che ormai, anche i giudici, “sorvolano” quando si tratta di coltivazioni di 2 o 3 piante. Questo ha sottratto clienti ad associazioni criminali che importavano cannabis dall’estero. Le narcomafie hanno deciso allora di affidarsi ad agricoltori esperti, coltivando solo semi certificati, per garantire un prodotto concorrenziale con quello che si ottiene dall’autoproduzione; in modo che il consumatore finale possa preferire il rischio minore: comprare, piuttosto che seminare e attendere tre o sei mesi per raccogliere. Perché un agricoltore, che produce ottimo pomodorino, accetta di produrre marijuana? Semplicemente perché lo Stato non ha tutelato la sua attività agricola; mentre la mafia paga bene, e alla consegna. Spesso schiacciati dai debiti, gli agricoltori rischiano con la cannabis, rinunciando a produrre ortaggi che non trovano spazio in un mercato distrutto dalla concorrenza “low cost” dei prodotti importati. E i consumatori, invece di rischiare penalmente coltivando, preferiscono rischiare a livello amministrativo, comprando illegalmente. La polizia di Vibo Valentia ha trovato 26mila piante di canapa indiana, per una rendita complessiva di 20 milioni di euro sul mercato. A Vittoria, in Sicilia, hanno scoperto una coltivazione di 150.000 piante. Crescevano in serre, nascoste tra i pomodori. Ma il Proibizionismo non vuole gettare la spugna, e si accanisce contro chi vende semi di cannabis. Se le maglie verranno strette, per le strade tornerà a circolare quella cannabis “albanese”, scura, ammuffita e trattata con chissà cosa. Molti consumatori, soprattutto i giovanissimi, la fumeranno. Le organizzazioni criminali ci guadagneranno ugualmente e i profitti saranno sempre talmente alti che, sgominata un organizzazione criminale, verrà immediatamente sostituita da un altra. Non possono accusare, onesti commercianti, di associazione a delinquere, o favoreggiamento, o istigazione all’illecito. Hanno venduto dei semi che non hanno nulla di illegale. Gli stessi semi si trovano nel mangime per uccelli. Che siano di varietà pregiate è necessario per il bene dell’umanità: la cannabis che si perseguita oggi in Italia, in altri Paesi è ampiamente apprezzata e studiata in campo medico. I paesi che hanno legalizzato anche l’uso ricreativo, hanno ottenuto benefici economici incredibili, e non è stata registrata nessuna conseguenza negativa. Io conosco diversi proprietari di growshop e chiunque sarebbe felice di trovare un cliente che compra migliaia di semi. Soprattutto se questo li acquista come “grossista”, per poi rivenderli. Che poi li vada a seminare, sono forse fatti del commerciante? Se fossero fatti suoi, non dovrebbe vendere più semi; perché sono pochissimi quelli che li collezionano davvero. Il commerciante non potrà mai sapere se i semi finiranno nelle mani di un vero collezionista, di un consumatore che produce da se cannabis, di un disgraziato che coltiva dieci piante per pagarsi le bollette e fumarsi qualche canna, o se finiscono nelle mani di un clan che venderà la cannabis e userà i proventi per commettere altri reati. Ultima notizia è il sequestro, avvenuto ieri (26/7) alle ore 11, di tutti gli articoli da coltivazione, terra compresa. Che io sappia, non era mai successo prima. Mi chiedo se pensano di chiudere anche i negozi che vendono prodotti per il giardinaggio, compresi i reparti specifici presenti nei centri commerciali. Intanto sembrano svanite le accuse di “associazione” e di “favoreggiamento”. Rimane l’accusa di “istigazione”. Basta con l’ipocrisia e il falso perbenismo. Chissà se il Procuratore Gratteri è mai stato ad Amsterdam, dove l’acquisto ed il consumo di cannabis è legale. Rispettando la legge, potrebbe provare l’esperienza e comprendere che non ci sarebbe nulla di male a concedere, a chiunque, la libertà di scelta. La cannabis è il mio Aulin quando ho il mal di testa, il mio Zaeplon se ho l’insonnia, il mio spumante a Capodanno, il mio vino alle scampagnate, la mia birra sulla spiaggia. È la scusa per riunirsi con gli amici, a chiacchierare, o a far pace. È la mia Playstation e il mio Viagra. Altro che stringere le maglie. Bisogna cambiare radicalmente la legge. FONTE: http://www.dolcevitaonline.it/la-polizia-ha-chiuso-12-growshop-in-tutta-italia-gestori-indagati-per-istigazione-alluso-di-droga/


45 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

©2018 by theweederstv