Mondovì: il sindaco vieta la vendita della cannabis light

April 1, 2019

 

 

L'ordinanza, in vigore per i prossimi 12 mesi, è stata emanata tenendo conto anche delle affermazioni del Consiglio Superiore di Sanità 

 

"Il sindaco di Mondovì ordina il divieto su tutto il territorio comunale, per un periodo di 12 mesi decorrenti dalla data del presente provvedimento, ogni forma di commercio al dettaglio in sede fissa (anche tramite distributori automatici h/24) e su aree pubbliche di prodotti e/o miscele vegetali costituite da infiorescenze di canapa sativa L. a basso tenore di principio attivo (THC < 0,2%) e suoi derivati (resine)".

Questo è il provvedimento adottato da Paolo Adriano, primo cittadino del capoluogo monregalese, dove, negli ultimi mesi, sono nati diversi punti vendita della cosiddetta cannabis light.

Nell'ordinanza si fa riferimento alle affermazioni del Consiglio Superiore di Sanità sul fenomeno della sua commercializzazione e, in particolare, sulla regolarità e sicurezza dei prodotti contenenti THC nella misura di legge: "La pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa in cui viene indicata in etichetta la presenza di cannabis/cannabis light/cannabis leggera non può essere esclusa, posto che la biodisponibilità del THC, anche a basse concentrazioni (0,2%-0,6%), non è trascurabile sulla base dei dati di letteratura".

E ancora: "Non pare sia stato valutato il rischio connesso al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni quali ad esempio l'età, la presenza di patologie concomitanti, lo stato di gravidanza/allattamento, le interazioni con farmaci, gli effetti sullo stato di attenzione dei consumatori, così da evitare che l'assunzione inconsapevolmente percepita come sicura e priva di effetti collaterali si traduca in danno per se stessi o per altri".

Il CSS ricorda infine che "la vendita e il successivo consumo di tali preparati avvengono con modalità che non permettono di escludere un'assunzione in quantità significative, da un punto di vista psicotropo e stupefacente, dei principi attivi e in particolare di Delta9-THC" e raccomanda che "vengano attivate nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti".

Altri due pareri illustri hanno indotto il Comune di Mondovì a vietare la vendita della cannabis light; in primis, quello del dottor Silvio Garattini, fondatore e direttore scientifico dell'istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri" di Milano, il quale, condividendo le preoccupazioni espresse dal Consiglio Superiore di Sanità, ha asserito che "la quantità di principio attivo contenuta nella cannabis light non è certo una dose omeopatica e può causare danni alla salute soprattutto nei giovani sul cui sviluppo cerebrale questa sostanza può avere effetti devastanti come evidenziato con chiarezza da numerosi studi scientifici".

Il secondo, per nulla trascurabile, coincide con la Relazione al Parlamento del 28 settembre 2018 sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia (riferiti al 2017), laddove si evidenzia che, tra le sostanze psicoattive, la cannabis è di gran lunga la più diffusa soprattutto tra la popolazione studentesca in età compresa tra i 15 e i 19 anni. 

 

 

 

 

FONTE: Targatocn.it

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